Il Foionco

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QUEL RAPACE CHE VA A TUTTO LAMBRUSCO
È un animale del tutto particolare il Foionco: ha tre zampe, un becco adunco e un ciuffo scomposto di piume sul capo. Inguaribile ladro di galline, è terribilmente pigro (pare faccia l'amore solo approfittando dei terremoti sussultori), ed è l'unico rapace al mondo con un debole per il buon vino. Nella notte abbandonerebbe il cinghio dove ha il proprio riparo sull'Appennino e lentamente planerebbe sulla collina e sulla pianura tra Reggio Emilia e Modena alla ricerca delle più grasse galline e dei migliori lambruschi.

La leggenda popolare è nata proprio dalle parti di Pievepelago e recentemente è stata ripresa dal romanziere Giuseppe Pederiali.

Ma il Foionco conta anche numerosi altri fan. Da qualche anno a questa parte le Cantine Riunite di Reggio, mirando alla valorizzazione dei lambruschi emiliani, hanno dato vita al "Club degli amici del Foionco", raccogliendo numerosi affezionati.

Il club ha pubblicato un libro di storie emiliane, "Ronchi, Fumane e Foionchi", che Giuseppe Pederiali ha scritto appositamente.

Ai soci viene inviata una newsletter con informazioni, servizi e notizie dal mondo del vino e vengono organizzati eventi gastronomici, cicli di lezioni sulla vite e sul vino, degustazioni, conferenze di personaggi del mondo dell'enogastronomia e visite ad aziende. Tra le iniziative c'è anche la pubblicazione sulla Gazzetta del Foionco, periodico stampato in 3.500 copie e distribuito ai soci delle Riunite e al Club gli Amici del Foionco, diretto da Pier Giorgio Oliveti. Al rapace le Cantine hanno dedicato il "Terre della Fumana", lambrusco di Sorbara doc, il "Cinghio del Foionco", lambrusco Grasparossa di Castelvetro doc, e il secco "Ronchi dell'Olma", lambrusco reggiano.

IL FOIONCO MUSTELIDE 

Al buio nella notte i bambini che avevano disobbedito non potevano dormire tranquilli. Accanto al letto potevano trovarsi il "Foionco" un animaletto che s'infriltava di notte nelle case dei bambini diciamo dispettosi e bizzosi e che faceva paura con i suoi occhietti scintillanti al buio e i suoi dentini aguzzi. E i bambini non potevano non crederci perchè di tanto in tanto il Foionco faceva strage di galline nei pollai delle quali si diceva preferisse il sangue. 

La favola si riferisce ad un piccolo mustelide ancora oggi molto diffuso ma difficile da vedersi: la puzzola. Il termine FOIONCO deriva dal latino tardo "Furionicus" diminutivo di Furio con cui si indicava la puzzola, il furetto.

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